FIABE PER ADULTI DI CUORE

SE NON DIVENTERETE COME I BAMBINI (presenti nel presente, qui ed ora), NON ENTRERETE NEL REGNO DEI CIELI (la consapevolezza) - Gesù di Nazareth -

mercoledì 31 ottobre 2018

LO SPECCHIO MAGICO

Un archetipo di grande potere simbolico è lo specchio. Se pensate che riflette a perfezione ciò che vi si vede vi ingannate: lo specchio riflette l'immagine capovolta quindi la destra a sinistra e viceversa, in altre parole, a livello psicologico diremmo che riflette il nostro lato contrario e spesso nascosto sotto le parvenze di "so chi sono". Specchi come quello della strega cattiva che rivela la verità sulla più bella quindi non lei ma Bianca neve; lo specchio in cui Alice sa vedere il mistero; lo specchio in cui la Bella scopre che il padre è malato e chiede alla bestia di uscire... Lo specchio è simbolo della coscienza dove vedere la nostra bellezza nascosta quindi attraverso i difetti. Ci permette di non vedere in faccia il nemico, come lo fece Perseo con medusa e così tagliarle la testa: difficile vedere in faccia gli errori, ma con l'introspezione ne capiamo l'innocenza o l'ingenuità e possiamo rimediare più facilmente, senza essere pietrificati (da Medusa) cioè chiuderci nella negazione di ciò che di brutto in noi vediamo. Molti sono gli aspetti quindi dello specchio da non sottovalutare. Anche come difesa rimanda indietro senza infrangersi le forze negative o ridà quelle positive come corrispondenza.

giovedì 9 agosto 2018

LA NEVE, REMINISCENZA INTRAUTERINA


LA GESTAZIONE DELL'INVERNO
La fiaba di Biancaneve inizia con alcuni simboli molto precisi: "Era una fredda giornata d'inverno; bianchi fiocchi cadevano volteggiando dal cielo come piume leggere e una regina sedeva ricamando accanto alla finestra aperta..." L'inverno è la stagione della morte, il sole fiacco e il freddo potente, ma nello stesso tempo è il momento della gestazione, nel grembo della terra tutti i semi come nell'utero si preparano per la prossima primavera, infatti si dice che sotto la neve dorme il pane perchè il grano viene seminato prima delle nevicate e sorge in primavera. Vi siete mai chiesti perchè è così dolce la sensazione che proviamo quando nevica? la fiaba lo dice e continua così: " Mentre così se ne stava, ricamando e guardando la neve, si punse un dito con l'ago e tre gocce di sangue rosse come rubini caddero sul bianco manto nevoso..." il feto galleggia dentro il ventre materino nel liquido amniotico proprio come galleggia un ficco di neve nell'aria, la nostra psiche riconosce quella sensazione, se la sente a pelle, lo sa che l'ha vissuto in un altro momento, una reminiscenza ti trapassa l'anima, è magico quando nevica, il silenzio è ovattato, la luce è tenera, l'aria è quasi tangibile e penetrante. Ma in quel momento avvenne qualcosa di molto penetrante .... 

(CONTINUA LA FIABA....)

Biancaneve

BIANCANEVE
Biancaneve, nota anche come Biancaneve e i sette nani, è una fiaba popolare europea. La versione attualmente conosciuta è quella scritta dai fratelli Grimm in una prima edizione nel 1812. fratelli Grimm trascrissero la fiaba di Biancaneve così come era raccontata nella tradizione orale in Germania. Tuttavia dalla prima versione del 1812 alla settima del 1857 i cambiamenti furono consistenti, come vedremo nell'analisi successiva. 
   Come ogni fiaba anche Biancaneve nasconde dei profondi messaggi esoterici, delle verità interiori degni di una scoperta psicanalitica del profondo, un immagine dell'anima molto diversa e sopratutto, il punto focale, la relazione con i genitori quanto possa essere distruttiva. Infatti possiamo già domandarci per dare un abbozzo alla fiaba: è possibile che sia la bellezza della figlia il delirio di follia che porta la madre ad istinti di omicidio? Il padre di Biancaneve, dov'è? ecco un padre assente e dominato dall'Ego assoluto di una regina divoratrice di potere. Il bisogno impellente che hanno i giovani di fuggire dalla casa paterna per ritrovarsi nella loro potenzialità e rinascita e tanti altri spunti davvero meravigliosi. 

martedì 8 maggio 2018

DIO è più che YIN, è anche YANG



Il diavolo non esiste, è semplicemente Dio quando è ubriaco...


e a dir il vero, se non fosse per la pesantezza dello stato di ebbrezza,


è proprio quando è diavolo che è più simpatico,


sciolto, chiaro, conciso, trasparente, raggiungibile e persino comprensibile,


gli scappano delle verità che poi smentisce per bugie esistenziali.


Come diceva Jung nel Libro Rosso: "Devo liberare da Dio il mio Sé, poiché il Dio che ho conosciuto è più che amore, è anche odio; è più che bellezza, è anche ripugnanza; è più che sapienza, è anche assurdità; più che forza, è anche impotenza; più che onnipresenza, è anche la mia creatura." 

lunedì 7 maggio 2018

IL ROVESCIO DELLE FIABE

- "Alice, mi spiace dirti che il tuo paese delle meraviglie sia solo il risultato di una regressione infantile perduta allo stato psicotico visionario"
- "Lo so dottoressa, me l'aveva detto il coniglio e il Cappellaio matto, ma mi hanno aggiunto che il paese degli orrori è quello degli adulti psicanalisti e scienziati che hanno perso la loro età adulta in modo irreversibilmente megalomane"

- MA TU ANCORA SENTI LE VOCINE CHE TI PARLANO?
- IL CONIGLIO MI HA DETTO DI DIRE DI NO.

domenica 6 maggio 2018

LA FINE DI OGNI FIABA E' SOLO UN ALTRO INIZIO


... E VISSERO FELICI E CONTENTI ... 
Questa è la tipica frase che chiude in bellezza tutte le fiabe tradizionali, la ciliegina sulla torta, un cliché ormai scontato, che però, per uno spirito consapevole, ci lascia con un certo sospetto, dubbio e persino amaro in bocca. Perchè? perchè la felicità assoluta non è mai concepibile con uno stato di vita in cui dobbiamo sempre afrontare i limiti ed i problemi quotidiani, quindi si sa che dopo il bacio del Principe Azzurro la fiaba non finisce lì, ci saranno anche le liti tra i coniugi, il loro conoscersi ed adattarsi; la fiaba non finisce con l'ingresso nel castello ma quel castello va curato pulito ed ogni tanto ristrutturato quindi c'è lavoro e non un assoluto riposo che si aspetta nel happy ending. La Principessa diventa grassa, i bambini crescono, il Re invecchia si ammala e muore. La felicità è una presa di coscienza interiore, una certezza, un MODO DI ESSERE, quindi uno stato spirituale che non ti può togliere nessuno una volta raggiunto, anzi è persino compatible con la tristezza, con le delusioni, con la morte, è una tranquillità dell'anima, la pace interiore. Le gioie invece sono passeggere, sono momentanee, vanno e vengono, appartengono non alla dimensione dell'ESSERE ma dell'AVERE, del fare una passeggiata, del avere un bel vestito, ma non confondete mai queste cose con la felicità, non c'entrano un bel niente. E' qui dove entra il senso del "CONTENTI" e non solo felici. Che significa? Il Verbo accontentarsi è prezioso: formato da contentare - dal latino contentus, participio passato di continere contenere - e da una a rafforzativa. Il che significa imparare ad essere CONTENUTI in uno spazio limitato. Le persone contenute in modo inconsapevole (senza la felicità dentro) sono invece tirate, quindi strette, come tono in scatole, bombe pronte ad esplodere, si contengono ma non si accontentano mai. La persona felice invece sa accontentarsi, sa accettare i limiti, prende ogni piccola cosa per quello che è. Senza limiti alla brama, non può esistere felicità. Quante volte sentiamo dire "voglio accontentarlo" quindi non soddisfarlo in maniera illimitata ma dar quella giusta misura di attenzione per tenerlo contento, buono, a posto, quindi nei limiti consentiti. Ecco, solo le persone felici sanno accontentarsi perchè la vita è fatta anche di delusioni. Dunque il vissero felici e contenti è davvero la più grande realtà con cui si possa vedere e chiude una fiaba, non è un inganno illusorio per bambini, ma una realtà di imparare ad essere felici (dentro) e contenti o accontentarsi (fuori), quindi è vero che chi si accontenta gode. 

sabato 5 maggio 2018

IL RITMO CICLICO



PER RINASCERE DEVI MORIRE. LE 7 TAPPE DELLA VITA FISICA E SPIRITUALE.

Disse la fiaba: "Ed ella visse sette anni nella casetta, sotto la tutela dell'angelo, e per la sua devozione, Dio le fece la grazia e le ricrebbero le mani...". Questa crescita delle mani è simbolo della rinascita interiore nello spirito, è nel grembo di questa solitudine interiore e di questo silenzio dell'anima dove si compie il ciclo vitale. Il numero 7 oltre che simbolico è letteralmente il tempo di vita necessario per ricrearsi in noi a livello fisico tutte le cellule, ogni 7 anni noi cambiamo completamente tutto, ma chi cresce interiormente compie anche il ciclo di vita dei 7 anni simbolici psichici. Vediamo la tabella delle tappe del 7 sia fisica che psichica (l'età psichica non ha anni, si può nascere a 40 anni nello spirito oppure non nascere mai, quindi quando parlo qui di anni mi riferisco solo all'età del corpo):

- Da 0-7 anni : L'INFANZIA. Il bambino vive qui ed ora nell'innocenza, mentre chi nasce nello spirito si sente divino, santo quindi ingenuo tutto sommato.
- Da 7-14 anni : LA PUBERTÀ. Si cerca l'identità e si separa l'immaginazione dalla realtà per capire il mondo materiale. Nello spirito c'è il rischio dell'idealismo o si diventa per fortuna pratici.
- Da 14-21 anni: LA GIOVINEZZA. Sono gli anni della passione, delle emozioni mentre nello spirito c'è il rischio del falso misticismo o la conquista della delicatezza.
- Da 21-28 anni: l'ADOLESCENZA. E' la tappa dell'avventura, della spensieratezza, delle esperienze da fare solo per il gusto di farle senza la capacità di approfondirne il perchè o di valutarne le conseguenze. Anche nello spirito è un periodo in cui si fanno tanti sbagli, si cambia persino religione, si diventa atei, crediamo di aver scoperto di essere Dio a se stessi e via dicendo...
- Da 28-35 anni: MATURITÀ . La ricerca della cura e la protezione fisica attraverso la stabilità economica. Nello spirito la ricerca di certezze e verità assolute.
- Da 35-42 anni: L'età ADULTA. E' il periodo in cui noi tiriamo le somme, metà della vita è andata via e ci resta l'altra metà, non ci meravigliamo se vi si arriva spesso smarriti, come disse Dante: nel mezzo del cammin della vita mi ritrovai in una selva scura...
- Da 42-49 anni: LA PRIMA MORTE. Sono anni duri per chi tirando le somme si ritrova a dover ritrovarsi, scoprirsi, cercare dentro di sè se stessi e chiederci cosa vogliamo del resto di vita che ci rimane da vivere; gli anni pian piano ci mettono stretti sull'angolo della coscienza come un pugile spinto sulle corde e non ci risparmia i colpi delle domande esistenziali: chi sei? da dove vieni e dove vai dopo la morte?
- Da 49-56 anni: DISCESA negli inferi. Il fisico si rassegna allo spegnersi di cui sente l'inizio, l'anima scende negli inferi, nei sotterranei e cerca pacatamente una ragione
- Da 56-63 anni: LA VECCHIAIA. E' la tappa di FARSI una ragione sul tutto
- Da 63-70 anni: LA VEGLIA del senno, dopo aver cercato una ragione e farsela, è ora di DARSI una ragione del tutto.
- Da 70-77 anni: RINGIOVANIMENTO O MORTE DELL'ANIMA. E' una tappa dove la persona anziana se rinata nello spirito vive un ringiovanimento interiore, non mi riferisco a farsi la permanente o portare scarpe sportive da tennis, ma è un modo di essere interiore pieno di pace, tenerezza e profondità, chi questo non vive è perchè la morte dell'anima non annuncia altro che la morte imminente ed inevitabile del corpo.
Chi più e chi meno, viviamo queste 7 tappe fisiche e questi 7 cicli psichici.