FIABE PER ADULTI DI CUORE

SE NON DIVENTERETE COME I BAMBINI (presenti nel presente, qui ed ora), NON ENTRERETE NEL REGNO DEI CIELI (la consapevolezza) - Gesù di Nazareth -

martedì 8 maggio 2018

DIO è più che YIN, è anche YANG



Il diavolo non esiste, è semplicemente Dio quando è ubriaco...


e a dir il vero, se non fosse per la pesantezza dello stato di ebbrezza,


è proprio quando è diavolo che è più simpatico,


sciolto, chiaro, conciso, trasparente, raggiungibile e persino comprensibile,


gli scappano delle verità che poi smentisce per bugie esistenziali.


Come diceva Jung nel Libro Rosso: "Devo liberare da Dio il mio Sé, poiché il Dio che ho conosciuto è più che amore, è anche odio; è più che bellezza, è anche ripugnanza; è più che sapienza, è anche assurdità; più che forza, è anche impotenza; più che onnipresenza, è anche la mia creatura." 

lunedì 7 maggio 2018

IL ROVESCIO DELLE FIABE

- "Alice, mi spiace dirti che il tuo paese delle meraviglie sia solo il risultato di una regressione infantile perduta allo stato psicotico visionario"
- "Lo so dottoressa, me l'aveva detto il coniglio e il Cappellaio matto, ma mi hanno aggiunto che il paese degli orrori è quello degli adulti psicanalisti e scienziati che hanno perso la loro età adulta in modo irreversibilmente megalomane"

- MA TU ANCORA SENTI LE VOCINE CHE TI PARLANO?
- IL CONIGLIO MI HA DETTO DI DIRE DI NO.

domenica 6 maggio 2018

LA FINE DI OGNI FIABA E' SOLO UN ALTRO INIZIO


... E VISSERO FELICI E CONTENTI ... 
Questa è la tipica frase che chiude in bellezza tutte le fiabe tradizionali, la ciliegina sulla torta, un cliché ormai scontato, che però, per uno spirito consapevole, ci lascia con un certo sospetto, dubbio e persino amaro in bocca. Perchè? perchè la felicità assoluta non è mai concepibile con uno stato di vita in cui dobbiamo sempre afrontare i limiti ed i problemi quotidiani, quindi si sa che dopo il bacio del Principe Azzurro la fiaba non finisce lì, ci saranno anche le liti tra i coniugi, il loro conoscersi ed adattarsi; la fiaba non finisce con l'ingresso nel castello ma quel castello va curato pulito ed ogni tanto ristrutturato quindi c'è lavoro e non un assoluto riposo che si aspetta nel happy ending. La Principessa diventa grassa, i bambini crescono, il Re invecchia si ammala e muore. La felicità è una presa di coscienza interiore, una certezza, un MODO DI ESSERE, quindi uno stato spirituale che non ti può togliere nessuno una volta raggiunto, anzi è persino compatible con la tristezza, con le delusioni, con la morte, è una tranquillità dell'anima, la pace interiore. Le gioie invece sono passeggere, sono momentanee, vanno e vengono, appartengono non alla dimensione dell'ESSERE ma dell'AVERE, del fare una passeggiata, del avere un bel vestito, ma non confondete mai queste cose con la felicità, non c'entrano un bel niente. E' qui dove entra il senso del "CONTENTI" e non solo felici. Che significa? Il Verbo accontentarsi è prezioso: formato da contentare - dal latino contentus, participio passato di continere contenere - e da una a rafforzativa. Il che significa imparare ad essere CONTENUTI in uno spazio limitato. Le persone contenute in modo inconsapevole (senza la felicità dentro) sono invece tirate, quindi strette, come tono in scatole, bombe pronte ad esplodere, si contengono ma non si accontentano mai. La persona felice invece sa accontentarsi, sa accettare i limiti, prende ogni piccola cosa per quello che è. Senza limiti alla brama, non può esistere felicità. Quante volte sentiamo dire "voglio accontentarlo" quindi non soddisfarlo in maniera illimitata ma dar quella giusta misura di attenzione per tenerlo contento, buono, a posto, quindi nei limiti consentiti. Ecco, solo le persone felici sanno accontentarsi perchè la vita è fatta anche di delusioni. Dunque il vissero felici e contenti è davvero la più grande realtà con cui si possa vedere e chiude una fiaba, non è un inganno illusorio per bambini, ma una realtà di imparare ad essere felici (dentro) e contenti o accontentarsi (fuori), quindi è vero che chi si accontenta gode. 

sabato 5 maggio 2018

IL RITMO CICLICO



PER RINASCERE DEVI MORIRE. LE 7 TAPPE DELLA VITA FISICA E SPIRITUALE.

Disse la fiaba: "Ed ella visse sette anni nella casetta, sotto la tutela dell'angelo, e per la sua devozione, Dio le fece la grazia e le ricrebbero le mani...". Questa crescita delle mani è simbolo della rinascita interiore nello spirito, è nel grembo di questa solitudine interiore e di questo silenzio dell'anima dove si compie il ciclo vitale. Il numero 7 oltre che simbolico è letteralmente il tempo di vita necessario per ricrearsi in noi a livello fisico tutte le cellule, ogni 7 anni noi cambiamo completamente tutto, ma chi cresce interiormente compie anche il ciclo di vita dei 7 anni simbolici psichici. Vediamo la tabella delle tappe del 7 sia fisica che psichica (l'età psichica non ha anni, si può nascere a 40 anni nello spirito oppure non nascere mai, quindi quando parlo qui di anni mi riferisco solo all'età del corpo):

- Da 0-7 anni : L'INFANZIA. Il bambino vive qui ed ora nell'innocenza, mentre chi nasce nello spirito si sente divino, santo quindi ingenuo tutto sommato.
- Da 7-14 anni : LA PUBERTÀ. Si cerca l'identità e si separa l'immaginazione dalla realtà per capire il mondo materiale. Nello spirito c'è il rischio dell'idealismo o si diventa per fortuna pratici.
- Da 14-21 anni: LA GIOVINEZZA. Sono gli anni della passione, delle emozioni mentre nello spirito c'è il rischio del falso misticismo o la conquista della delicatezza.
- Da 21-28 anni: l'ADOLESCENZA. E' la tappa dell'avventura, della spensieratezza, delle esperienze da fare solo per il gusto di farle senza la capacità di approfondirne il perchè o di valutarne le conseguenze. Anche nello spirito è un periodo in cui si fanno tanti sbagli, si cambia persino religione, si diventa atei, crediamo di aver scoperto di essere Dio a se stessi e via dicendo...
- Da 28-35 anni: MATURITÀ . La ricerca della cura e la protezione fisica attraverso la stabilità economica. Nello spirito la ricerca di certezze e verità assolute.
- Da 35-42 anni: L'età ADULTA. E' il periodo in cui noi tiriamo le somme, metà della vita è andata via e ci resta l'altra metà, non ci meravigliamo se vi si arriva spesso smarriti, come disse Dante: nel mezzo del cammin della vita mi ritrovai in una selva scura...
- Da 42-49 anni: LA PRIMA MORTE. Sono anni duri per chi tirando le somme si ritrova a dover ritrovarsi, scoprirsi, cercare dentro di sè se stessi e chiederci cosa vogliamo del resto di vita che ci rimane da vivere; gli anni pian piano ci mettono stretti sull'angolo della coscienza come un pugile spinto sulle corde e non ci risparmia i colpi delle domande esistenziali: chi sei? da dove vieni e dove vai dopo la morte?
- Da 49-56 anni: DISCESA negli inferi. Il fisico si rassegna allo spegnersi di cui sente l'inizio, l'anima scende negli inferi, nei sotterranei e cerca pacatamente una ragione
- Da 56-63 anni: LA VECCHIAIA. E' la tappa di FARSI una ragione sul tutto
- Da 63-70 anni: LA VEGLIA del senno, dopo aver cercato una ragione e farsela, è ora di DARSI una ragione del tutto.
- Da 70-77 anni: RINGIOVANIMENTO O MORTE DELL'ANIMA. E' una tappa dove la persona anziana se rinata nello spirito vive un ringiovanimento interiore, non mi riferisco a farsi la permanente o portare scarpe sportive da tennis, ma è un modo di essere interiore pieno di pace, tenerezza e profondità, chi questo non vive è perchè la morte dell'anima non annuncia altro che la morte imminente ed inevitabile del corpo.
Chi più e chi meno, viviamo queste 7 tappe fisiche e questi 7 cicli psichici.

martedì 1 maggio 2018

LA BELLEZZA DEL BRUTTO

TERATOFILIA
Perché a molti piacciono le figure demoniache? E’ ben noto che i diavoli raffigurati in certi libri sono la deformazione peggiorativa di varie divinità antiche, avevano potere e anche bellezza. A renderli tabù e poco appetite è stata la mentalità cristiana che ha reso qualsiasi tipo di demoni un qualcosa di mostruoso. Ma nel fondo della nostra psiche rimane un attrazione, se pur inconscia oppure coatta, la si può ben percepire attraverso alcune fiabe, perchè riflette in noi quella dimensione nascosta che tutti abbiamo, il nostro lato oscuro, il nostro brutto anatroccolo sottovalutato e disprezzato, il nostro demone esiliato, riflette il mito della “Bella e la Bestia” si tratta di una forma più o meno accentuata di “Teratofilia” che può sfociare in un vero e proprio eccitamento sessuale derivante dall'idea o dalla pratica di fare sesso con persone o entità estremamente brutte o deformi, per accoglierle, accettarle e redimerle attraverso l'amore. Non vi meravigliate se a certe persone, persino molto belle, piacciono i compagni brutti, non è un caso sporadico di vere donne bellissime con uomini davvero orchi o viceversa, uomini splendide con delle racchie che loro adorano.  È uno stigma ritenuto socialmente negativo, inspiegabile, che diventa elemento elettivo. Di esempi mitologici e storici ce ne sono diversi, basti pensare alla relazione tra bellissima dea Venere e il brutto, zoppo, deforme, Vulcano. Ne deriva il detto popolare: “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace!” , si rammenti il fatto che la Bibbia descrive lo stesso Satana come l'angelo più bello e luminoso che c'era in paradiso, chissà come mai poi la cristianità posteriore lo dipinge come brutto, deforme, mostruoso? perchè vuole nascondere, come in ogni tabù, il tesoro sotto parvenze di bruttezza e crudeltà. Dunque, riflettendoci bene queste parafilie nell'antichità appartenevano a vari e relativi culti e non vi erano particolari pregiudizi di sorta.

L'obbedienza non è più una virtù - Don Lorenzo Milani -

IL VERO PADRE TI INSEGNA A DISUBBIDIRE COL CUORE
In tutte le fiabe il nocciolo si risolve con la disubbidienza: Eva prende dell'albero proibito, Pinocchio non obbedisce a Geppetto, La Cenerentola non dà retta alle minacce della matrigna, Cappuccetto Rosso non segue i consigli della mamma e via dicendo. La psicologia del profondo non condanna la disubbidienza ma trova in questo disagio un punto di riflessione e una via d'uscita: l'angoscia della mancata libertà umana e la presa di coscienza delle proprie responsabilità. Religione e politica ignorano questo aspetto, per loro gli uomini peccano e sono disobbedienti perchè superbi e ribelli, dunque questa ignoranza umana è manipolata per trasformare l'angoscia dell'uomo in un ideologia di potere e di disciplina ecclesiastica e politica, al fine di storcere meglio umiltà e obbedienza, cioè servilismo: dovete ubbidire sempre, chiedere permessi donde l'essere controllarti. Il vero padre invece ti responsabilizza, ti dice di fare quello che credi giusto, ti lascia per amore la possibilità di sbagliare perchè tu possa scoprire l'angoscia del tuo limite senza sentirti per questo disprezzato o disperato. Nelle fiabe la disubbidienza non è altro che l'assumersi le proprie responsabilità e le eventuali conseguenze senza la paura di una condanna matematica, ma bensì con la scoperta che puoi sempre rimediare in maniera personale ai tuoi sbagli senza dover usare per forza le soluzioni del padre che non sono le uniche nè tanto meno le sole possibili. Il PADRE vero vuole la tua INDIPENDENZA, religione e politica cercano la tua sottomissione o dipendenza

venerdì 20 aprile 2018

LA PRINCIPESSA SUL PISELLO

TUTTO QUESTO CASINO PER UN PISELLO ? 
Questa fiaba apparentemente così corta, semplice e banale, nasconde altri significati davvero fuori dalle righe... ma prima di entrare nell'analisi vera e propria, sarebbe bello chiederci:
- Non trovate davvero viziata questa principessa che non dorme perchè sotto una montagna di materassi c'è un pisello? più che delicata sembra paranoica!
- Il principe è il classico mammone, vive triste se non trova la bella principessa che deve stare alle leggi della suocera, altro che principe, non vi sembra un bamboccio viziato che cerca una viziata come lui e pensa che se non ha una donna bella è uno sfigato?
- Il re non appare, non se ne parla, paternità mancante e frustrata?
- Quella che comanda e manda è la regina, la madre che mette alla prova la nuora, un pizzico di matriarcato soffocante e gelosia materna? La mamma che scegli al figliolo la moglie non è un ombra soffocante di un amore di donna latente per il figlio?
- Una marea di donne che si fingono la “tua donna giusta” solo perché sei “un buon partito”, vengono scartate come caramelle dal principe che del tutto saggio non fa che l'opportunista, come molti uomini d'oggi, non vi sembra che si dia alle donne fino alla nausea e poi si dichiara un perfetto singolo così perfetto che nessuna è alla sua altezza regale paranoica?

PS: Per la lingua italiana ricordatevi che nell'originale danese il pisello non ha alcun riferimento al pene maschile!!!