SE NON DIVENTERETE COME I BAMBINI (presenti nel presente, qui ed ora), NON ENTRERETE NEL REGNO DEI CIELI (la consapevolezza) - Gesù di Nazareth -

RIFLESSIONI FIABESCHE

PICCOLI UOMINI E GIGANTI NANI
Nella fiaba i bambini imparano a superare l’angoscia di essere bambini in un mondo di grandi. Solo affrontando le sfide della vita e superandole essi potranno arrivare alla propria indipendenza e realizzazione, così come l’eroe ottiene il suo regno e la felicità dopo aver vinto le battaglie che si presentano durante il cammino. L’identificazione coi personaggi e la partecipazione emotiva al racconto sono possibili perché le fiabe parlano il linguaggio della fantasia, che è lo stesso del bambino. Invece i grandi imparano nelle fiabe a ritrovare il loro mondo infantile perduto, il modo sano semplice e ingenuo di affrontare la vita senza false apparenze; nelle fiabe gli adulti ritrovano il contatto con la natura e il gusto dell'interiorità spirituale.




Le tracce del divino sono rinchiuse in quelle chiave simboliche che schiudo segreti trascendentali raccontati da millenni nelle fiabe

Le fiabe sono l'infanzia
della nostra preistoria esistenziale,
inutile modernizzare le tue caverne intellettuali
se non comprendi i graffiti della tua antica anima.




Vale la pena che un bambino impari piangendo 
quello che potrebbe imparare ridendo? 
allora leggete a loro sempre delle fiabe.

I bambini nelle fiabe imparano ad affrontare i demoni, i fantasmi, le streghe, il buio, la solitudine dei boschi... imparano a non ridicolizzare le debolezze dei personaggi più goffi buffi e poveri. I bambini nelle fiabe imparano che il male è sempre in agguato, ma è quella la molla che rende sempre la storia interessante e in evoluzione. 
Attraverso la fantasia della fiabe il bambino impara a conoscere meglio la realtà senza il trauma della delusione, perchè la fiaba è fata di illusioni in partenze NON VERE, ragione per cui il bambino nei momenti più terribili delle fiabe si dice "in tanto è una fiaba", e in tale caso quando affronterà nella realtà i problemi saprà fare il salto sul serio: "In tanto si risolvono in un modo o nell'altro", quindi non fugge mai perchè sa che l'importante è finire la fiaba. 




Come si costruisce un nido fra i rami di un albero, come si raggiunge in volo il luogo in cui svernare o come si svolge la danza dell'accoppiamento: tutte queste informazioni sono immagazzinate nelle riserve del cervello istintuale dell'uccello. Ma, intuendo quanta flessibilità sia necessaria per affrontare situazioni inedite, gli esseri umani hanno deciso di immagazzinare questo tipo di conoscenza al di fuori del sistema degli istinti, e cioè nelle storie. Le storie - favole, leggende, miti, racconti intorno al focolare - costituiscono dunque una riserva di risposte alternative a cui è possibile attingere quando quelle attuali e convenzionali diventano obsolete.
- Robert Bly - 





SE NON DIVENTERETE COME I BAMBINI
(presenti nel presente, qui ed ora),
NON ENTRERETE NEL REGNO DEI CIELI (la consapevolezza)
- Gesù di Nazareth -










DISTINZIONE TRA FIABA POPOLARE E LETTERATURA INFANTILE MODERNA
La fiaba popolare, come pure il racconto di fate, offrono un contributo essenziale: toccano tutti gli aspetti della personalità in formazione e offrono nuove dimensioni all'immaginazione. Quindi mettono in luce il VISSUTO DELLA REALTÀ. Invece dobbiamo constatare tristemente che una gran parte della letteratura infantile moderna, condensata in alcuni tipi di film, di cartoni animati e serie televisive, mancano di stimolare le risorse di cui un bimbo ha più bisogno per affrontare i suoi difficili problemi interiori: mettono in risalto non il VISSUTO DELLA REALTÀ ma LE FUGHE DELLO SCALTRO FURBESCO ILLUSORIO, alternative spesso persino non educative, tipo le violenze gratuite di tanti personaggi, il linguaggio che scade persino nel volgare e l'inganno.




Le fiabe sono estremamente realistiche perché consistono in esplorazioni spirituali che rivelano la vita umana com’è vista o intuita dall'intimo.

--- Bruno Bettelheim ---












In fondo, siamo tutti dei bambini perduti all'interno della nostra favola personale, alla ricerca di chi possa leggercela una notte buia insieme a noi in maniera così reale da raggiungere l'alba senza accorgercene








L'INVOLUZIONE DEL MODELLO MASCHILE

Si fa un gran parlare di «uomo occidentale», come se esistessero qualità capaci di restare costanti nel corso dei decenni. Cambiano persino senza accorgersene:

- Il saturniano agricoltore vecchio stampo, fiero della propria introversione.
- Il cavaliere espansivo e legato alla madre, pronto a farsi onore e fama.
- L'avido imprenditore delle ferrovie e delle fabbriche neocapitalistiche.
- Il posso-cavarmela-da-solo tipica dei colonizzatori.
- L'uomo tutto fare, perfetto con orari e negli affari, che costruisce la famiglia come parte del suo impero, ma incapace di vedere nelle persone i sentimenti, le persone sono solo progetti.
- Il conquistatore di terre e di pianeti, pronto a salpare, a far la guerra, un uomo privo di ricettività e d'intimità.
- Un uomo macchina, non solo un soldato ma un bullone impersonale nell'ingranaggio di distruzione di massa.
- L'uomo che si accorge di aver perso la sua femminilità ma no trova più le donne di una volta che egli stesso ha distrutto. Ecco l'uomo contemporaneo, un po mammone, un po impauriti, un po effeminato, un po smarrito. Il maschio tenero che va all'estremo opposto delle donne dure che sono in crescita.
L'uomo bambino dovrebbe ritrovare in una lettura adulta delle fiabe un percorso di ricerca inversa del suo passato e scoprire la femminilità psichica in quelle figure scarse di eroine fiabesche.




Se volete che i vostri bambini siano intelligenti, allora leggete loro delle fiabe, ma se volete che siano ancora più intelligente allora dovete leggere loro ancora più fiabe
--- Albert Einstein ---









Le fiabe non hanno età,
sono come l'anima, immortali,
quando smetti di leggere fiabe
sei diventato vecchio,
quando pensi che le fiabe sono solo per bambini,
allora hai perso il meglio di te:
l'innocenza del presente, qui ed ora,
la purezza del bambino che giace in te.











Quando un adulto dice ad un bambino
che le fiabe non sono vere,
sta dicendo principalmente
che non crede nell'innocenza di quel bambino,
sta dimostrando che a sua volta
nessuno ha creduto a lui
quando era bambino, e ancor di più,
il peggio è che non ha scoperto che dietro le fiabe
si nasconde il vero mondo interiore dell'anima.





LE FIABE SONO INSITE NELLA NATURA UMANA
Attraverso incanti, meraviglie e piacevoli paure, chi legge o ascolta fiabe, miti o leggende, ritrova se stesso, i conflitti che vive nel proprio intimo, le difficoltà contro cui deve lottare, i sacrifici che deve fare. Si ritrovano semplificati i grandi problemi della vita cui, sorridendo viene sempre fornita una soluzione.









Quando diventerai grande e penserai che le fiabe sono stupidaggini per bambini, continuerai a distruggere il bambino che in te è ancora fantastico e non saprà come cercarti 









FIABE, MEDITAZIONI INTROSPETTIVE DEI BAMBINI


Il sonno fratello della morte ci immette nel mondo dove la vita ha inizio: l'inconscio che è il grembo esistenziale della madre natura; l'unico modo di arrivarvi in quello stato da svegli sono le fiabe e la preghiera (preghiera intesa come stato della coscienza che raggiunge la quiete tramite la meditazione); la fiaba è la più grande arte meditativa dei bambini.
 










IL POTERE DELLA VOCE NARRANTE 
Chi legge una fiaba dovrebbe sapere che la voce in quanto vibrazione ha un potere. Nella parola ci sono celate qualità "magiche " o sacre (magico o sacro sono sinonimi per l'inconscio). La parola e' in prima istanza suono, e' metafora di un mondo interiore che si esplicita .Attraverso di essa possiamo tradurre alla coscienza il linguaggio dell'inconscio . Il sentire appartiene all'individuo , la parola e' un tentativo per tradurlo, o indurlo . Quindi cercate di leggere la fiaba mimando suoni, accentuando frasi di stupore, di paura, di dolcezza... una lettura piatta è fatta soltanto per il cervello (discorsi politici e filosofici) per il cuore bisogna leggere col cuore.




I BAMBINI AMANO RIPETERSI 
I bambini hanno i mantra nel sangue: vedono per l'ennesima volta lo stesso film , ripetono la stessa filastrocca fino alla pazzia, vogliono sentire la stessa fiaba e guai se qualcosa cambia (quindi se ve la siete inventata la fiaba attenti a come la raccontate di nuovo). Come mai? perché questo crea stabilità e ordine interiore, la ripetizione dona certezza, dona punti fermi, quei punti fermi che oggi il mondo non dona, perchè oggi tutto è mutevole, scadente, in continuo cambiamento a vuoto non cambiamento progressivo di evoluzione.






"Le favole finiscono dopo dieci pagine,la nostra vita no. Noi siamo una collana di parecchi volumi. Nella nostra esistenza ,se un episodio è una catastrofe ,pure ci aspetta un'altro episodio, e poi un'altro ancora. Si presentano sempre altre occasioni per rimediare, per forgiare la nostra vita nel modo che ci meritiamo di viverla. Non perdere tempo a rimuginare su un fallimento: è un maestro migliore del successo. Ascoltate, imparate, andate avanti".


Clarissa Pinkola Estes
 










LA BEFANA, LA NOSTRA COSCIENZA IN PIENEZZA. LA BELLEZZA DELLA VECCHIAIA : L'ESPERIENZA!
La strega che viene bruciata? macché, quello è il residuo di una fatale prassi medioevale inquisitoria. La figura della Befana risale alle tradizioni pagane del periodo solstiziale, cioè quando l’anno vecchio si preparava alla morte , quando il sole nei campi ormai non brucia più, è la figura della tredicesima luna, Vecchia, ormai raggrinzita. Nelle credenze pagane, dopo l’evento solstiziale, per dodici notti, demoni femminili volavano sopra i campi da poco seminati per propiziare il futuro raccolto. Per i Greci era la dea Hera a svolgere questo compito, elargendo promesse di fertilità, per i Romani Diana, divinità lunare. E proprio quei doni, semi che contengono in noce la nuova vita generativa, non sono forse i dolcetti che ancora oggi la Befana lascia nelle calze dei bambini buoni? Anche il carbone, indesiderato e temuto da chi ha la coscienza un po’ sporca, nasconde in realtà il significato profondo di custode latente del fuoco, e nel passato aveva valenza magica di talismano. Il Nero della nostra coscienza porta con sè un fuoco spento di esperienze da rivivere. La vecchia luna (Befana) deve dare alla luce la nuova luna (Primavera) la speranza dei bambini carichi di doni.









La fiaba è come un seme
vi contiene la verità della vita
seminala nel tuo cuore con la riflessione
fai crescere in te l'albero della consapevolezza.














Il rapporto tra madre e figlio è paradossale 
e, per un senso, tragico. 
Richiede il più intenso amore da parte della madre, 
e tuttavia questo stesso amore 
deve aiutare il figlio a staccarsi dalla madre 
e a diventare indipendente.












Avete ragione.
Poi aggiungete:
perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inchinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.

Janusz Korczak










Il bambino pensa con il sentimento,
non con l’intelletto”.
Janusz Korczak














“QUANDO PARLO O GIOCO CON UN BAMBINO, UN ISTANTE DELLA MIA VITA SI UNISCE A UN ISTANTE DELLA SUA E QUESTI DUE ISTANTI HANNO LA STESSA MATURITÀ.”

( J.Korczak)


NELLE FIABE REGNANO SOLO REGINE CATTIVE ? 
Nelle fiabe l'archetipo di regina è molto limitato, un po la parte femminea psichica viene quasi sempre rappresentata nella sua fase di decadimento , di frustrazione, quindi in preda al risentimento, immagine e simbolo del femminismo maschilista: regine che vogliono distruggere il re, che voglio uccidere concorrenti in bellezza, ecc... Poche sono le fiabe dove la donna risorta viene vista come regina buona, ma solo alla fine: Cenerentola , Biancaneve, ecc diventeranno da Principesse in Regine, ma la fiaba spesso non mette in risalto il ruolo di Regina buona realizzata, il che ci fa comprendere come siano sorte in una mentalità priva del femmineo psichico libero e trascendentale. Le vere immagini di regine le ho trovate in pochissimi racconti, tipo nei racconti di Tolkien, come nel Signore degli Anelli... Galadriel è la regina saggia, buona, prudente, amorevole, bella... una vera Donna , archetipo del femmineo spirituale libero da rancori e da complessi maschilisti d'inferiorità. Se invece vogliamo vedere la realizzazione del femmineo in modo magistrale attraverso un percorso di rinascita e ribalta, credo la Regina delle regine sia proprio Fiona nella fiaba di Shrek. 

La ragione, che pur ci è stata di grande aiuto e ha contribuito al nostro benessere, soprattutto quello materiale, ci ha ora messo in catene. Dopo aver negato qualsiasi ruolo alle nostre emozioni e all'intuito, dopo aver fatto dei sogni una lingua morta, la ragione ci impone ora di pensare e di parlare esclusivamente a suo modo. La ragione ha tagliato via dalle nostre vite il mistero, ci ha fatto dimenticare le favole, ha reso superflue le fate e le streghe che invece servivano tanto a completare il nostro altrimenti arido panorama esistenziale.

- Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra -

Chi dice che le fiabe 
sono roba da bambini, 
non sa quanta magia e sapienza 
possano dare i nipotini ai nonni,

e i figli ai genitori. 



UNA RELIGIONE SENZA FIABE NON E' CREDIBILE 
I primi apologeti cristiani, per distinguere se stessi e le proprie dottrine il più possibile dalla divinità morente delle religioni antiche, negarono già dal II secolo la comune origine di tutti i simboli religiosi dagli strati profondi della psiche umana; repressero anzi demonizzarono così il mondo dei miti, delle fiabe e dei sogni quasi si trattasse si qualcosa di acristiano e di ostile a Dio ... e costruirono la fede nella riconciliazione dell'uomo in Cristo sul fondamento di una lotta continuamente crescente contro se stessi, contro quanto vi è di "pagano" nella psiche umana.... contro le ispirazioni e le intuizione dell'inconscio.... così i rappresentanti della Chiesa ripetono semplicemente le ossessioni e le intimidazioni dell'infanzia e razionalizzano le rimozioni che ne risultano , non possono che rimane scossi dall'enorme quantità di angoscia che di fatto non viene guarita dalla dottrina e dalla prassi ecclesiale, bensì provocata... gli uomini hanno solo bisogno di imparare di nuovo l'arte del sognare naturale per ritrovare psichicamente se stessi.
(Eugen Drewermann)

IL VERO PADRE TI INSEGNA A DISUBBIDIRE COL CUORE
In tutte le fiabe il nocciolo si risolve con la disubbidienza: Eva prende dell'albero proibito, Pinocchio non obbedisce a Geppetto, La Cenerentola non dà retta alle minacce della matrigna, Cappuccetto Rosso non segue i consigli della mamma e via dicendo. La psicologia del profondo non condanna la disubbidienza ma trova in questo disagio un punto di riflessione e una via d'uscita: l'angoscia della mancata libertà umana e la presa di coscienza delle proprie responsabilità. Religione e politica ignorano questo aspetto, per loro gli uomini peccano e sono disobbedienti perchè superbi e ribelli, dunque questa ignoranza umana è manipolata per trasformare l'angoscia dell'uomo in un ideologia di potere e di disciplina ecclesiastica e politica, al fine di storcere meglio umiltà e obbedienza, cioè servilismo: dovete ubbidire sempre, chiedere permessi donde l'essere controllarti. Il vero padre invece ti responsabilizza, ti dice di fare quello che credi giusto, ti lascia per amore la possibilità di sbagliare perchè tu possa scoprire l'angoscia del tuo limite senza sentirti per questo disprezzato o disperato. Nelle fiabe la disubbidienza non è altro che l'assumersi le proprie responsabilità e le eventuali conseguenze senza la paura di una condanna matematica, ma bensì con la scoperta che puoi sempre rimediare in maniera personale ai tuoi sbagli senza dover usare per forza le soluzioni del padre che non sono le uniche nè tanto meno le sole possibili. Il PADRE vero vuole la tua INDIPENDENZA, religione e politica cercano la tua sottomissione o dipendenza.

... E VISSERO FELICI E CONTENTI ... 
Questa è la tipica frase che chiude in bellezza tutte le fiabe tradizionali, la ciliegina sulla torta, un cliché ormai scontato, che però, per uno spirito consapevole, ci lascia con un certo sospetto, dubbio e persino amaro in bocca. Perchè? perchè la felicità assoluta non è mai concepibile con uno stato di vita in cui dobbiamo sempre afrontare i limiti ed i problemi quotidiani, quindi si sa che dopo il bacio del Principe Azzurro la fiaba non finisce lì, ci saranno anche le liti tra i coniugi, il loro conoscersi ed adattarsi; la fiaba non finisce con l'ingresso nel castello ma quel castello va curato pulito ed ogni tanto ristrutturato quindi c'è lavoro e non un assoluto riposo che si aspetta nel happy ending. La Principessa diventa grassa, i bambini crescono, il Re invecchia e si ammala e muore. La felicità è una presa di coscienza interiore, una certezza, un MODO DI ESSERE, quindi uno stato spirituale che non ti può togliere nessuno una volta raggiunto, anzi è persino compatible con la tristezza, con le delusioni, con la morte, è una tranquillità dell'anima, la pace interiore. Le gioie invece sono passeggere, sono momentanee, vanno e vengono, appartengono non alla dimensione dell'ESSERE ma dell'AVERE, del fare una passeggiata, del avere un bel vestito, ma non confondete mai queste cose con la felicità, non c'entrano un bel niente. E' qui dove entra il senso del "CONTENTI" e non solo felici. Che significa? Il Verbo accontentarsi è prezioso: formato da contentare - dal latino contentus, participio passato di continere contenere - e da una a rafforzativa. Il che significa imparare ad essere CONTENUTI in uno spazio limitato. Le persone contenute in modo inconsapevole (senza la felicità dentro) sono invece tirate, quindi strette, come tono in scatole, bombe pronte ad esplodere, si contengono ma non si accontentano mai. La persona felice invece sa accontentarsi, sa accettare i limiti, prende ogni piccola cosa per quello che è.  Senza limiti alla brama, non può esistere felicità. Quante volte sentiamo dire "voglio accontentarlo" quindi non soddisfarlo in maniera illimitata ma dar quella giusta misura di attenzione per tenerlo contento, buono, a posto, quindi nei limiti consentiti. Ecco, solo le persone felici sanno accontentarsi perchè la vita è fatta anche di delusioni. Dunque il vissero felici e contenti è davvero la più grande realtà con cui si possa vedere e chiude una fiaba, non è un inganno illusorio per bambini, ma una realtà di imparare ad essere felici (dentro) e contenti o accontentarsi (fuori), quindi è vero che chi si accontenta gode.


"Ogni volta che un bambino smette di credere alle Fate, 
una Fata muore nel suo cuore 

e la sua fantasia scompare per sempre"
















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