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SE NON DIVENTERETE COME I BAMBINI (presenti nel presente, qui ed ora), NON ENTRERETE NEL REGNO DEI CIELI (la consapevolezza) - Gesù di Nazareth -

domenica 10 febbraio 2019

C'ERA UNA VOLTA LA FIABA IN UNA MENTALITÀ LONTANA

LE FIABE NON RACCONTANO FAVOLE
C'era una volta la fiaba in una mentalità lontana ... Se per favole si intende un inganno o una racconto immaginario per intrattenere i bambini, allora rischiamo di perdere di vista il vero origine delle fiabe che, come già detto altrove, era il linguaggio arcaico con cui si trasmettevano delle verità in maniera semplice, con immagini, come nel mondo onirico, attraverso il libro della natura e della vita. Dunque la fiaba non racconta una storia ma racconta esperienze, tratti di vita, emozioni e sentimenti, traumi e delusioni, la fiaba è un ricamo della psiche umana, è un puzzle di tutti i nostri comportamenti. Dobbiamo fare una piccola distinzione tra significato e senso. Il significato è razionale, lo si acquista con un percorso analitico, quindi la fiaba non è battuta su questo sentiero intellettuale, la fiaba invece è costruita sul senso che viene colto dal cuore non dalla testa, è immediato all'istinto ecco perchè il bambino, anche se razionalmente non ci arriva a cogliere il significato, capisce il senso, il cuore arriva prima della testa, non importa se il bambino non sa spiegare o spiegarsi, a lui basta il senso non il significato. L'adulto invece credendo di essere cresciuto intellettualmente rifiuta il significato della fiaba, lo ritiene puerile, insensato se non assurdo. Per un bambino non è assurdo che un serpenti parli e un drago voli. Finchè l'adulto non apre il suo cuore (diventare bambini come diceva quel mito di Gesù) non riuscirà a comprendere il senso della fiaba (entrare nel regno celeste).

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