SE NON DIVENTERETE COME I BAMBINI (presenti nel presente, qui ed ora), NON ENTRERETE NEL REGNO DEI CIELI (la consapevolezza) - Gesù di Nazareth -

LA PICCOLA FIAMMIFERAIA

QUANDO NASCI E CRESCI AL BUIO AVRAI SEMPRE PAURA DELLA LUCE
"C'era una volta una bambina che non aveva né padre né madre e viveva nel bosco oscuro" ... Siamo nati da un rapporto (uomo-donna, madre-padre), crescere senza punti di riferimento non è impossibile ma molto difficile, è questo il significato simbolico del bosco oscuro (archetipo della nostra psiche in quanto colmo di alberi simbolo di vita). A livello psichico siamo al buio quando siamo orfani di sicurezza ed autostima, quando ci viene a mancare la paternità della ragionevolezza e la maternità della creatività. Allora come la piccola fiammiferaia siamo costretti non a vivere ma a sopravvivere...

IL PROBLEMA NON E' AVERE SCELTE, MA IL NON SAPERE COME CREARLE
La bambina della nostra fiaba è in una situazione psichica che le consente poche scelte, senza la capacità però di intraprendenza sicurezza ed autostima lei si arrende e si è rassegnata al suo posto nella vita. Il racconto ci mostra quanto male le donne possono fare a se stesse accettando situazioni che consentono poche scelte, rassegnandosi al loro “posto” nella vita e magari trovando conforto nei bei sogni e in fantasie oziose: "Un villaggio sorgeva al limitare del bosco, e lei aveva imparato che là poteva comprare fiammiferi per mezzo penny e poteva rivenderli per la strada a un penny intero". ATTENZIONE: non si tratta di situazione o possibilità economiche, qui si parla di affari interiori, di crescita dell'anima, di potenzialità non bancarie ma psicologiche: ti devi dare da fare per vivere da te stesso, con la tua personalità, con le tue convinzioni, devi approfondire in te stesso, piuttosto che vendere la tua piccola luce alla mentalità sociale ed omologata, altrimenti...

QUANDO SI VENDE L'ANIMA PER AFFITTARE UN CORPO
ATTENZIONE: La piccola fiammiferaia è la luce della nostra anima (sia di uomini che di donne), l'inverno è la mancanza di calore spirituale, la nudità non è altro che la povertà interiore di un carattere senza valori, di una mente senza ideali, di un cuore senza amore. Sono persone che pensano vivere di fiammiferi, di illusioni, si vendono dando la loro vita per sogni irraggiungibili e infine, cercano la compagnia di altre persone che non li riscaldano, persone fredde di cuore ed animo, di mente e sentimenti, persone che non ci danno luce ma ci tolgono energie... questo baratto o illusione è una vera prostituzione psichica dell'anima che pensa di poter campare soltanto per il fatto di esserci sul marciapiede dell'esistenza, senz'alcuna ragione o valore.


LA PRIMA COSA CHE IL FIAMMIFERO ILLUMINA E' SE STESSO
L'amore come la vita è concreto tangibile reale altrimenti è soltanto un illusione. Molti, come la piccola fiammiferaia invece di cercare il calore vendono i fiammiferi: si annullano, amano senza chiedere nulla in cambio come è giusto, perchè si da non PER ricevere -sarebbe interesse egoistico- ma la legge della natura è dare E ricevere. Una mente concreta e sana, sa che se non riceve, piuttosto che esigere calore o chiederlo, meglio deve allontanarsi e trovarsi un altra fonte d'amore... annullarsi non serve che ad esaltare un falso eroismo da martiri di matrice suicida religiosa. Se ami e non sei corrisposto, prima o poi come una pianta senz'acqua nè sole o ti annulli o muori, oppure, ciò che è peggio, vivi nell'illusione e nell'inganno di riscaldarti con dei fiammiferi in mezzo alla neve e diventi una pianta artificiale, congelata, come la piccola fiammiferaia.


IL FUOCO DELLO SPIRITO O I FIAMMIFERI DELLA MATERIA ?
Ricordiamo che la parola "spirito" viene da soffio, ma è un soffio vitale, caldo, un sosPIRO (in greco Piro = fuoco). La vita spirituale è un mistero. Ci genera e ci cura, ci scalda dal freddo dell'assurdo. Scioglie cose troppo strette, ravviva il flusso, il misterioso bisogno di essere, il puro volo delle idee nuove. Così una sera si mise a sedere e disse tra sé: "Ho dei fiammiferi. Posso accendere un fuoco e scaldarmi". Ma non aveva legnetti né ciocchi. Decise comunque di accendere i fiammiferi.... ecco il mondo delle illusioni, delle banalità, delle superficialità: Lascia cosà il femminino senza calore (consapevolezza), senza ricchezze (i legnetti di convinzioni profonde), senza saggezza (senza i ciocchi di emozioni trascendentali), senza possibilità di ulteriore sviluppo.


SI MUORE QUANDO NOI SEI NEL TUO HABITAT NATURALE
Stiamo male quando ci allontaniamo da ciò che ci nutre: dall'affetto, dalla comprensione, dall'amicizia, dalla complicità, dall'amore, dal perdono, dalla conoscenza. La Piccola Fiammiferaia non si trova in un ambiente in cui può fiorire. Non c'è calore, né affetto, nè dialogo né legna da ardere. Noi come le piante se stiamo troppo all'ombra o troppo all'umido o troppo all'asciutto o troppo al freddo, moriamo. Fate attenzione all'ambiente in cui state crescendo: se non vi circondate di persone positive che si potenziano, che ci fanno vedere con amore i nostri limiti, persone capaci di dialogo e confronto, finiremo nell'inverno di rapporti freddi calcolati superficiali litigiosi che ci disintegrando e perderemo il calore o senso della vita.



VIVERE DI CASTELLI PER ARIA
Il primo fiammifero con cui spesso ci illudiamo di scaldare la vita è quello dell'immaginazione che affetta la potenza dell'intelletto... dice la fiaba: "E così, seduta con le gambe tese, strofinò il primo fiammifero. E subito parve che freddo e neve fossero svaniti come per incanto. Invece dei fiocchi di neve volteggianti nell'aria,vide una bella stanza con una stufa di ceramica verde scuro, con lo sportello di ferro ornato di volute. La stufa emanava tanto calore da far ondeggiare l'aria. Si rannicchiò vicino alla stufa e le parve di essere in paradiso.Ma d'improvviso la stufa svanì e lei si ritrovò seduta nella neve, tutta tremante, e per il freddo batteva i denti ". E' una fuga che spesso noi accettiamo: vivere di sogni ad occhi aperti, castelli per aria, seghe mentali, vedere la realtà non per quello che è ma come vorremmo che fosse.


VIVERE DI EFFIMERE EMOZIONI
Il secondo fiammifero è quello che brucia il cuore, sono scintille che non confondiamo con bagliori, semplicissimi piaceri fugaci che noi confondiamo con amore eterno... dice la fiaba: "E allora strofinò il secondo fiammifero e la luce cadde sul muro della casa accanto e potè improvvisamente veder dentro. Nella stanza c'era una tovaglia candida come la neve che ricopriva una tavola, e sulla tavola c'erano stoviglie di porcellana del bianco più puro, e su un grande piatto c'era un'anatra appena sfornata, e proprio mentre stava per mettersi a mangiare la visione svanì. Era di nuovo nella neve". La tavola bandita è simbolo di focolare, di affetto, di compagnia, un sogno a tutti famigliare che però non crea con fiammiferi, cioè con emozioni effimere. Il nostro problema non è avere grandi sogni ma piccola forza d'animo e ragionevolezza per metterli a fuoco in maniera stabile.


SE NON TI BRUCI NON TI SCALDI
Il terzo fiammifero è quello della verifica: il primo brucia la mente dalla sue assurde illusioni, il secondo brucia il cuore dalle sue false emozioni, se non ci bruciamo non capiremo quanto ci eravamo ingannati, soltanto dalle ceneri delle nostre delusioni può risorgere la fenice della verità... dice la fiaba: " Ma ora le ginocchia e i fianchi non le dolevano più. Ora il freddo pungeva e bruciava lungo le braccia e nel petto, sicchè accese il terzo fiammifero. E nella luce del fiammifero vide uno splendido albero di natale, mirabilmente decorato con candeline bianche ornate di pizzo alla base, e belle palle di vetro, e migliaia e migliaia di puntini luminosi che non riusciva a capire che cosa fossero. E sollevò lo sguardo sull'albero enorme, e quello si sollevava sempre più in alto, finchè divenne le stelle del cielo sulla sua testa, e una stella attraversò sfavillando il cielo, e lei ricordò che la mamma le aveva detto che quando un'anima muore, cade una stella". Ecco la morte che arriva non per distruggere l'anima ma per farla splendere, sembra un passaggio assurdo ma è inevitabile: la sofferenza porta con se la comprensione, il dolore dà anche la guarigione, è questo ilo momento di capovolgere la situazione.


LA PSICHE E' CREATIVA, DATELE LUCE
Il fuoco dello spirito va alimentato in maniera giusta, la fiaba della piccola fiammiferaia ci insegna che non è la fantasia del “se potessi”, “se solo avessi”, ma è azione! Significa reagire a tutto quanto accade attorno a noi, usare le proprie risorse per concretizzare non per fantasticare, cominciare subito e, se si fallisce, ricominciare ancora. La creatività è maestra (ecco il simbolo della Nonna: E d'improvviso dal nulla apparve la sua nonna, tanto gentile e affettuosa, e la bimba fu così felice di vederla. La nonna sollevò il grembiule e l'avvolse intorno alla bambina, se la strinse tra le braccia e la bambina provò felicità), la nonna è esperienza concreta che ci riscalda, che ci rende vivi, i sogni per cui non si lotta diventano incubi, dovete agire e metterli in pratica.


PASSAGGIO INIZIATICO: MORIRE PER NASCERE
Purtroppo non tutti imparano dai propri errori, non tutti sanno sollevarsi come fenici dalle ceneri, la morte per la maggioranza sembra tragica, ma alcuni vivono morti in vita (come la piccola fiammiferaia sula strada della vita nel freddo delle relazioni umane) ed è questa la cosa più assurda. Se la morte della piccola fiammiferaia viene intesa come fisica è per chi nella vita fallisce e basta, se viene intesa come morte interiore allora da essa sorge la consapevolezza ed è per chi nella vita fallisce e si rialza sempre più consapevole... come dice la fiaba: " Ma la nonna prese a dissolversi (ecco la fantasia irreale di chi crede in un paradiso non concreto, fatto di sogni senza azioni, religioni auto consolatorie che prima o poi si dissolvono). E la bambina accese un fiammifero dopo l'altro per riavere la nonna accanto a sé…un fiammifero dopo l'altro…e insieme presero a salire in cielo dove non faceva freddo, non si provava fame né dolore". Tanti fiammiferi insieme creano finalmente un rogo, azioni continue, perseveranti, uniformi, concrete. Come vedete la fiaba ha una fine tragica per chi non sa intendere il potere interiore della risurrezione dell'anima, questa fiaba confonde spesso i lettori, sembra negativa, sembra crudele: "La mattina dopo, lì tra le case, la bambina fu ritrovata immobile. Era andata via per sempre" ... invece per chi l'ha vissuta fino infondo sa che è il contrario: è morta la stupidità, è morta l'ignoranza di una bimba che si affida e fida solo del favore altrui e non delle proprie capacità, il suo paradiso adesso è nascosto persino ai passanti del vicinato, la pensano immobile, morta, non più come gli altri, come tanti grandi santi e pensatori che si sono bruciati nel gelido freddo sociale, ma vivono in un altra dimensione a pochi conosciuta.


L'INVERNO EMOZIONALE E MENTALE
In questa fiaba la piccolezza della bambina è negativa, cioè indica la pusillanimità della personalità, l'immaturità nascosta nella sua fragilità che usa come scusante ma non la salva: Per uccidere una cosa, basta mostrarsi freddi nei suoi confronti. Non appena si diventa gelidi nel sentimento, nel pensiero o nell'azione, la relazione diventa impossibile. Quando gli esseri umani vogliono abbandonare qualcosa che hanno dentro o lasciare qualcuno fuori al freddo, ignorano, abbandonano, se ne sbarazzano, e si allontanano per non udirne neanche la voce, per non sfiorare neanche con lo Sguardo. Questa è la situazione nella psiche della Piccola Fiammiferaia. Non è un caso che la fiaba sia ambientata a natale, dove tutti si costringono ad essere "calorosi" dove spesso le luci dell'albero non sono frutti splendi ma luci finte artificiali, quindi che non riscaldano mai l'anima umana, alberi morti che non mettono radici: La freddezza suona la fine di ogni relazione.




NON SAPRAI QUANTO GRANDE SIA LA LUCE DI UN FIAMMIFERO FINCHÉ NON SCENDERAI NELLE PIÙ CUPE OSCURITÀ DELL'ANIMA

La piccola fiammiferaia vive di piccolezze, come lo è la semplicità della vita, ma quando esse non vengono vissute con veracità, diventano problemi enormi. Se invece facciamo di questa nostra piccolezza la forza interiore, acquisteremo la luce dell'umiltà e della semplicità, quando ciò non avviene resta di fare il contrario: problemi o questioni sono rimpiccioliti dal fantasticare con enorme entusiasmo soluzioni irrealizzabili o tempi migliori, ma è il principale scoglio per tutta l'umanità: vivere nell'illusione e nella irrealtà.





LA PICCOLA FIAMMIFERAIA (di Hans Christian Andersen)

C'era una volta una bambina che non aveva né padre né madre e viveva nel bosco oscuro. Un villaggio sorgeva al limitare del bosco, e lei aveva imparato che là poteva comprare fiammiferi per mezzo penny e poteva rivenderli per la strada a un penny intero. Se ne vendeva abbastanza, riusciva a comprarsi un pezzetto di pane raffermo; tornava allora al suo povero rifugio nel bosco e dormiva tenendosi addosso tutti gli abiti che possedeva.
Arrivò l'inverno, e faceva molto freddo. Non possedeva scarpe, e il cappotto era talmente liso da essere trasparente. Aveva i piedi blu, con le dita tutte bianche; altrettanto bianche erano le dita delle mani e la punta del naso. Vagava per le strade e pregava i passanti di comprarle qualche fiammifero, ma nessuno si fermava e nessuno si curava di lei.Così una sera si mise a sedere e disse tra sé: "Ho dei fiammiferi. Posso accendere un fuoco e scaldarmi". Ma non aveva legnetti né ciocchi. Decise comunque di accendere i fiammiferi. E così, seduta con le gambe tese, strofinò il primo fiammifero. E subito parve che freddo e neve fossero svaniti come per incanto. Invece dei fiocchi di neve volteggianti nell'aria,vide una bella stanza con una stufa di ceramica verde scuro, con lo sportello di ferro ornato di volute.
La stufa emanava tanto calore da far ondeggiare l'aria. Si rannicchiò vicino alla stufa e le parve di essere in paradiso.Ma d'improvviso la stufa svanì e lei si ritrovò seduta nella neve, tutta tremante, e per il freddo batteva i denti. E allora strofinò il secondo fiammifero e la luce cadde sul muro della casa accanto e potè improvvisamente vedere dentro. Nella stanza c'era una tovaglia candida come la neve che ricopriva una tavola, e sulla tavola c'erano stoviglie di porcellana del bianco più puro, e su un grande piatto c'era un'anatra appena sfornata, e proprio mentre stava per mettersi a mangiare la visione svanì
Era di nuovo nella neve. Ma ora le ginocchia e i fianchi non le dolevano più. Ora il freddo pungeva e bruciava lungo le braccia e nel petto, sicchè accese il terzo fiammifero. E nella luce del fiammifero vide uno splendido albero di natale, mirabilmente decorato con candeline bianche ornate di pizzo alla base, e belle palle di vetro, e migliaia e migliaia di puntini luminosi che non riusciva a capire che cosa fossero. E sollevò lo sguardo sull'albero enorme, e quello si sollevava sempre più in alto, finchè divenne le stelle del cielo sulla sua testa, e una stella attraversò sfavillando il cielo, e lei ricordò che la mamma le aveva detto che quando un'anima muore, cade una stella.
E d'improvviso dal nulla apparve la sua nonna, tanto gentile e affettuosa, e la bimba fu così felice di vederla. La nonna sollevò il grembiule e l'avvolse intorno alla bambina, se la strinse tra le braccia e la bambina provò felicità.
Ma la nonna prese a dissolversi. E la bambina accese un fiammifero dopo l'altro per riavere la nonna accanto a sé…un fiammifero dopo l'altro…e insieme presero a salire in cielo dove non faceva freddo, non si provava fame né dolore. La mattina dopo, lì tra le case, la bambina fu ritrovata immobile. Era andata via per sempre.

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