SE NON DIVENTERETE COME I BAMBINI (presenti nel presente, qui ed ora), NON ENTRERETE NEL REGNO DEI CIELI (la consapevolezza) - Gesù di Nazareth -

CAPPUCCETTO ROSSO


CAPPUCCETTO ROSSO




La versione più nota della fiaba è quella dei fratelli Grimm, nella versione del 1857. Cappuccetto Rosso è una bambina che deve portare un cestino di vivande alla nonna ammalata. La mamma la ammonisce a non attraversare il bosco e a tenersi sulla strada, consiglio che Cappuccetto Rosso, malauguratamente, non segue. Nel bosco la bambina incontra un lupo che la inganna facendosi rivelare dove abita la nonna; precedendo Cappuccetto Rosso, il lupo si reca dalla nonna e la divora. All'arrivo di Cappuccetto Rosso, il lupo si fa trovare a letto, travestendosi e spacciandosi per la nonna, e con questo inganno riesce a divorare anche la bambina. L'arrivo di un taglialegna però risolve la situazione; l'uomo uccide la bestia e le taglia il ventre; Cappuccetto Rosso e la nonna ne escono, illese.



TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SU CAPPUCCETTO ROSSO… MA NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE... E NON HANNO MAI AVUTO IL CORAGGIO DI DIRVELO PERCHÉ TABÙ SESSUALE:

- Quando l'innocenza diventa trappola
- Il lupo viene tentato ed accusato ambiguamente
- L'iniziazione sessuale è indispensabile per crescere
- La nonna è una suocera malata di chiusura mentale
- Le trasgressioni nascoste di Cappuccetto
- I lupi nascosti dietro i genitori che ti divorano
- Cappuccetto Rosso si lascia cacciare per essere salvata dal cacciatore, diventa donna di avventure molto scaltra e matura.
- Cappuccetto non è altro che una lupetta buonissima





CONFLITTO TRA LA MORALE E LA COSCIENZA
Una curiosità: avete mai pensato ad una nonna malata e per di più sola che abita lontano in un bosco? La figlia le manda la nipote con dei dolci che la sostituiscono (sembra la nuora che se la tiene lontana di casa, tipico atteggiamento psicologico della mancanza di rapporto tra la ragione e la volontà in chiave psicanalitica), per cui mi vien da pensare che questa nonna sia la suocera della mamma di Cappuccetto. Il significato analitico è semplicissimo: I nostri genitori (il super Io) ci dicono soltanto di fare i bravi ma non ci danno il buon esempio, ci dicono il daffare ma senza un altra ragione che il tuo dovere: "Vieni, Cappuccetto Rosso. Qui c'è una porzione di torta e una bottiglia di vino (prenditi cura delle mie responsabilità): prendili e portali alla nonna, che è a letto, debole e malata; le faranno tanto bene. Comportati come si deve e portale i miei saluti". La nonna è simbolo di sapienza, di esperienza, di maturità invece è isolata, lontana, malata, per raggiungere queste qualità viene messa in pericolo la nostra infanzia: Cappuccetto Rosso. Il viaggio è indispensabile e di obbligo, ma non sempre siamo all'altezza di percorrerlo.



IL VIAGGIO DELL'INIZIAZIONE SESSUALE
Attenzione: l'iniziazione sessuale non vuol dire perdere la verginità ma acquistare l'esperienza per fare una vita sessuale piena tranquilla e consapevole: "La nonna di Cappuccetto Rosso, che non sapeva più cosa regalarle (quindi le aveva dato tutta la esperienza necessaria per la vita), una volta le diede un berrettino di velluto rosso (questo indumenti è simbolo dell'educazione sessuale ma anche della capacità di porsi fisicamente difronte alla società), e siccome le stava così bene e la bambina voleva indossarlo sempre... Non è una condanna avere passioni e neppure sentirle, fa parte della natura umana essere belli, essere attrattivi oppure sentirsi attratti, sono indumenti delle nostre sensazioni più innate naturali lecite e salutari, il problema è far di questi indumenti una divisa, una fissazione: infatti la bambina si era identificata con quel colore rosso, non voleva altro indumento, donde la sessualità che viene ridotta a semplice veste esteriore di passione o sesso e non di sentimento comportamento ed emozioni costruttive.



L'ABITO NON FA IL MONACO NE IL CAPPUCCETTO ROSSO TI RENDE INNOCENTE
Spesso noi confondiamo l'innocenza con l'ignoranza, il bambino è per sua natura innocente, cioè ha un cuore puro, le sue intenzioni persino quelle birichine non hanno intenzioni cattive, donde L'INGENUITÀ; l'ignoranza invece è soltanto la mancanza di conoscenza che il bambino ha con sè perchè immaturo, ma se cresce e rimane ignorante allora le sue azioni tenderanno alla FURBIZIA priva di ingenuità. Diventare consapevoli non vuol dire perdere l'innocenza ma non essere più ignoranti, ma usare la conoscenza per intenzioni furbesche rende l'ignoranza un attitudine crudele. L'innocenza è una questione di cuore non è l'ingenuità mentale di mancanza di ragionamenti. Cappuccetto Rosso è innocente ed ingenua "una ragazzina dolce e buona; tutti quelli che la vedevano l'amavano", ma questa bontà la rende anche preda, la mamma fa fare alla bimba un viaggio pericoloso senza munirla delle dovute armi conoscitive (come fanno spesso moltissimi genitori ed istituzioni pseudo - educative politiche scolastiche e religiose) ... Cappuccetto porta del cibo ma è anche lei stessa cibo, si identifica con la passione orale, con il messaggio da portare alla nonna.



GENITORI LUPI CHE IMPAURISCONO I FIGLI
Spesso gli adulti lupi ritengono più efficace indurre i bambini a comportarsi bene spaventandoli anziché placare le angosce come fa, in genere, una fiaba incoraggiandoli ad affrontare i rischi con le dovute precauzioni. Le parole della mamma hanno il sapore crudo di una predica moralista: " Fa' la brava, non allontanarti dal sentiero". Queste raccomandazioni non sono educative, non rendono la bambine forte, sveglia, ma intimidita e paurosa. La raccomandazione giusta sarebbe stata: "tu sei brava e saprai cosa fare se ti allontani dal sentiero!" ... quando una mamma non dice queste parole vuol dire che ha mancato al suo dovere educativo e scarica sulla figlia un viaggio che avrebbe dovuto compiere la mamma per prima.




SFATIAMO IL FALSO MITO DEL LUPO CATTIVO
La fama infondata del lupo nelle campagne è che da caccia alle galline pulcini tacchini uccellini e tanti altri animali da cortile. Come tanti altri animali selvaggi lo fa ma spesso è costretto nel periodo invernale ad avvicinarsi ai luoghi abitati, altrimenti resta pacifico nel suo territorio, quindi costretto dalla fame perchè in realtà il lupo è organizzato, animale di branco, non randagio, molto fedele, astuto, fine. In noi il lupo di inverno è archetipo tipico di quella dimensione selvaggia, cioè pura e naturale, che se abbandonata ed affamata ci mette a rischio (e la fame di certezze che cerchiamo nel freddo invernale di esperienze spensierate a vanvera, allora andiamo a fare stragi nel cortili del cuore e la mente propria ed altrui), sono i nostri istinti sotto la pressione della regressione mentale e\o della repressione invernale emotiva (del freddo dell'inconsapevolezza); quindi se noi siamo accorti, educati, riflessivi, profondi, consapevoli, il lupo in noi è un alleato, è un istinto di prudenza, di lungimiranza, di introspezione, per questo Cappuccetto non teme il lupo inizialmente: "Cappuccetto Rosso entrò nel bosco, fu avvicinata da un lupo, e, siccome ella ignorava che esistessero animali cattivi, di lui non ebbe paura".



QUANDO SIAMO PREDA DELLA NOSTRA STESSA FAME
L'oscura foresta in cui Cappuccetto Rosso si inoltra non è nient'altro che il simbolo dell'enigma della pubertà in tutta la sua scoperta emotiva, per questo si parla di cibo: il lupo le fa notare i bei fiori ed il soave canto degli uccellini la bambina non sa resistere e perde la strada. ATTENZIONE: il lupo non è bugiardo, è veritiero, i piaceri del mondo sono davvero stupendi, le emozioni sono fantastiche, il sesso meraviglioso, se non dite questo ai bambini finiranno per credere al Lupo quando ne faranno esperienza diretta con il bosco, non capiranno perchè condannate qualcosa di buono e Cappuccetto farà di tutto per indicare al Lupo la casa della nonna (perchè vogliamo contraddire chi ci ha deluso). Il Lupo, ripetiamolo, è in noi l'istinto selvaggio che se non guidato ci porta a tradire chi non l'ha educato, ragione per cui dando retta al lupo, Cappuccetto Rosso gli dà la possibilità di divorare la nonna e ciò fa emergere i suoi conflitti edipici: il lupo in noi divora la nonna, la figura materna, è il tipico atteggiamento della ribellione che divora la legge.


CAPPUCCETTO ROSSO SI DIVERTE CON IL LUPO
La metafora sessuale ci lascia pensare che Cappuccetto Rosso sia propensa a farsi “sedurre” dal lupo poiché non oppone resistenza all'attacco del lupo, anzi con lui ci gioca. Il lupo non è cattivo, è semplicemente se stesso: è un animale carnivoro e selvatico che, mangiando la bambina, non fa nulla di diverso che seguire la propria natura... qui si fa riferimento alla fame delle passioni. Il gioco che fanno il lupo e la bambina è semplice: chi arriva per prima alla casa della nonna, cioè chi scopre per primo la verità, chi è saggio: la tua ragione o il tuo istinto? la legge e i suggerimenti della società o la tua testardaggine? la legge morale o la tua spensieratezza? i consigli da prete mancato della mamma o le tue esperienze birichine e divertenti? ... Il lupo ovvio ti inganna: lui prende la strada dritta mentre lei perde tempo e fa quella più lunga, a livello psicologico significa che l'istinto e il cuore capiscono prima quello che la ragione comprende dopo. Senza un minimo di spensieratezza e di folli credo che nessuna avrebbe una giovinezza sana, il problema in se non sono le cadute ma il non avere chi ci aiuta a rialzarci dopo, ciò che per fortuna non avvenne a Cappuccetto Rosso.

NON PUOI DISUBBIDIRE, PERCHÉ NON ESISTE L'OBBLIGO DI UBBIDIRE CONTRO LA NATURA
ATTENZIONE: Cappuccetto Rosso incontra il lupo non proprio perché ha disobbedito alla madre, lo doveva incontrare per forza, è nella legge del viaggio della crescita trovare i nostri dubbi, i nostri limiti, le nostre inquietudini ed affrontare i nostri sbagli; spesso la falsa legge morale ci colpevolizza assurdamente facendoci credere che le disavventure sono causa della disubbidienza, in realtà la colpa è di chi in dovere (genitori, scuola, governanti, capi religiosi) non ci rendono capaci di difenderci nel bosco della vita da trappole inganni e rischi mortali. Cappuccetto Rosso come tantissimi di noi si deve fare strada da SOLA nel bosco della vita.

 NON TI ALLONTANARE TROPPO DAL SENTIERO, POTRESTI RITROVARE LA GIUSTA STRADA
Quando ci si allontana dal sentiero che il genitore ha tracciato, pensiamo di incontra la “malvagità”, e si teme che essa inghiottirà la nostra anima, il lupo è un senso di colpa che ci divora, ma Cappuccetto Rosso come moltissimi di noi, abbiamo bisogno di un lungo percorso, di dare tempo al Lupo di divorare la nonna (il momento dell'iniziazione, dell'incontro con il Se), il distrarci nel bosco non è altro che la strategia che si prende la natura per farci crescere a tempo dovuto, basta non fermarsi e prima o poi raggiungeremo il lupo dalla nonna (la crisi nell'anima).


IL GENITORE PSICHICO GIACE DENTRO IL VENTRE ANIMALE

Anche Pinocchio trova Geppetto nel ventre della Balena, come Cappuccetto Rosso troverà la nonna nel ventre del Lupo: perchè questo viaggio porta al ventre, alla rinascita, alla trasformazione di se stessi. Perdersi in questo bosco dell'inconscio è l'unico modo di ritrovare la ragione psicologica del divenire, del crescere. Non abbiate quindi paura, il lupo prima o poi divorerà il modello dei genitori e sappiate che è quel loro falso modello che ha divorato anche loro (un genitore infantile è a sua volta vittima, come la nonna dal suo lupo).


L'INCONTRO TERRIBILE CON IL LATO OSCURO DEI NOSTRI GENITORI
Cappuccetto Rosso si avvicina a casa della nonna, questa volta ha insolitamente paura... Prima o poi noi troveremo le incongruenze dei nostri genitori, scopriremo le loro debolezze, ci troveremo di fronte ai loro sbagli e per modesta paura moralista, remore di condizionamento sociale ed etico faremo finta di non vederli (ma che occhi ... che orecchie... che mani grandi che hai nonna!!! ), una mente lucida permette al bambino di provare un’autentica collera verso il falso genitore senza sentirsi in colpa. L’espediente delle fiabe di scindere la madre in una buona madre (spesso morta) e in una cattiva matrigna (una nonna lupo che ti divora e una mamma che ti manda sola in in bosco) permette di conservare una buona madre interiore dalla bontà infinita e di detestare la cattiva matrigna senza rimorso. La fiaba suggerisce come il bambino può controllare i sentimenti contraddittori senza esserne sopraffatto e senza compromettere i suoi rapporti familiari: genitori che ci divorano con un falso amore (la malattia della nonna) e l'unico modo di uscirne è trovar un amore che ci faccia uscire dal ventre di casa...




 COL TEMPO NELLO SPIRITO O SI CRESCE SEMPRE O SI MARCISCE
Il tempo nello spirito è una dimensione eterna, trascendentale, il tempo entra nella dimensione eterna quindi una dimensione senza tempo, è la rinuncia di se stessi dovuta la pienezza. Ma nella fiaba è la pienezza del Lupo che divora la nonna (l'esperienza) sembra che sia il male a prevalere sulla dimensione temporale. Siamo come Cappuccetto sempre in ritardo ad arrivare al'incontro con la saggezza (la Nonna). La saggezza del lupo è quella materiale, furbizia, crede di saperlo, ingolfarlo e divorarlo tutto, ma è alla fin fine falsa: ecco il falso io di Cappuccetto, travestito di Nonna, è quella parte nostra che crediamo adulta, colma di esperienza, ma in verità ci divora dal di dentro. Dobbiamo trovare dentro questo falso io la comprensione (la Nonna) ed iniziare un cammino di morte (il lupo che divora anche l'anima, cioè Cappuccetto). 
IL MASCHILE CHE RISCATTA IL FEMMINEO TRADITO
L'unica figura maschile finora presente era quella negativa del lupo, la parte animalesca in noi non evoluta, che però dopo aver divorato Cappuccetto e la nonna cade nel sonno digestivo dell'oblio: sono le anime addormentate, che si riempiono solo di se stesse. Il femmineo (Cappuccetto e la nonna), cioè la parte creativa intuitiva e spirituale, è nel grembo di questo letargo, dobbiamo mettere in moto la parte psichica maschile della nostra anima: è accettare la sconfitta, spaccarci dentro, è l'archetipo paterno del taglialegna che apre il lupo, come un parto cesareo, e porta fuori sane e salve sia la nonna che Cappuccetto Rosso, senza un approfondimento interiore, opera di questo taglialegna, non ci si apre al mondo, è la forza di volontà, l'intraprendenza, la razionalità.




I DEMONI NON SI UCCIDONO MA SI ADDOMESTICANO
Il cacciatore è quella parte maschile razionale che spacca (cerca un senso) legna nel bosco (idee), è la parte nostra decisiva che avverte che qualcosa in casa (nell'anima) non va. I rumori di un lupo che russa (scontatezza, tedio, noia, il sonno della superficiali) lo attirano. Ma questo cacciatore ha l'istinto divino, sa che uccidendo il lupo fa morire anche il suo contenuto (l'anima ferita), è tipico di chi nega i suoi difetti, di chi nasconde i suoi traumi,  di chi uccide il male che alberga nel suo spirito. Si muore dentro, si diventa rigidi, geli, intransigenti, in poche parole così perfetti che si è imbalsamati, artificiali, atteggiamenti tipico di farisei e moralisti. Chi entra in gioco la ragione chirurgica alchimista: far partorire al lupo la preda: un taglio cesareo, un parto della nuova creatura: la nonna e Cappuccetto escono vive dal lupo vivo, una rinascita. Questo liberazione è la capacità d controllare i proprio limiti e difetti senza far morire la nostra parte debole, il lupo rimane in vita, trasformato anche lui in un potenziale di conoscenza.


IL LUPO NON PUÒ MORIRE
In una versione si legge che al posto di Cappuccetto Rosso e la Nonna il cacciatori vi mise dentro delle pietre e lo ricucì. Il Lupo quindi prende il senso della colpa in maniera efficace, porta il peso della tragedia in maniera salutare e trasfigurante, è colmo, pieno, soddisfatto, sazio di esperienze, soltanto la nostra parte animalesca sa reggere il peso della contraddizione della vita e di portare avanti il peso esistenziale di colpe frustrazioni e ricadute senza subire traumi, perchè soltanto quella nostra dimensione sa filtrare il male senza esserne vittima, basta accoglierla, renderla domestica, a noi famigliare. E' allora che Cappuccetto Rosso diventa Donna, lupa, cacciatrice.
 




Lupo lupo delle mie brame

Lupo di cui ho sempre fame,

dimmi chi è la donna

che nella tua foresta 

ti ha divorato con tanta e più fame?

Se mi mangi ti divoro : così è l'amore!!!
 








- Mamma vado a visitare la nonna!
- ok tesoro, vai e in bocca al lupo!!!


Sul vero significato della frase in bocca al lupo vedere l'album sulla simbologia degli animali.












Io non potevo più vivere lì. Mi sentivo più libera nella foresta, nella casa della nonna. Vivere separata da tutti comporta dei pericoli, ma pericoli di quel genere mi fanno meno paura.... Tutto quello che conoscevo era andato in pezzi. Ora vedevo tutto con occhi diversi... tutte le bugie di mia madre, di mio padre. Lui era tutto quello che mi restava. Anche quando dubitavo di lui, perfino quando l'ho ferito...

(citazioni dal film Cappuccetto Rosso Sangue)

Author's Photo:
http://www.facebook.com/josefinejonsson.photography

Model:
ElegyEllem Model & Performer









Nel bosco della vita 
non faccio che trovare lupi che mi dicono: "cappuccetto che nome bello che hai... 
che tette grandi che hai... che labbra grosse che hai.... che culo grande che hai... che gambe succose che hai... che capelli lunghi che hai" .... 
e perciò a me non resta che divorarli.














Il lupo sarà sempre cattivo
se stai ad ascoltare soltanto Cappuccetto Rosso.















Il Lupo reso domestico, cioè parte della tua casa, è l'equilibrio di chi ha fatto pace con il suo lato animale, selvaggio, oscuro: il lupo non solo non è più una minaccia ma la sua sazietà (pace, esperienza, persino conoscenza del male) è dalla nostra parte. Le sue pietre nello stomaco sono simbolo di pienezza, di stabilità. Adesso il più grande dono che Cappuccetto porta agli altri nel suo cesto (pensiero) è il Lupo, la sua personalità totale, cresciuta, matura, padrona di se stessa nel bene e nel male. 








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